Iab 2006 - rassegna stampa

Posted on Novembre 27th, 2006 in SEM strategies, Eventi by Valerio Nieri

Per i motivi descritti nel precedente post, pubblico questo articolo con qualche giorno di ritardo..

Dato che si è parlato molto delle Iab 2006 , parllerò solo dei workshop  seguiti e degli spunti interessanti da me individuati.

Dato la distanza da Milano ed i tempi di trasferimento ho potuto seguire un solo workshop , inoltre mi sono imbattuto nello stop del metrò che in seguito ho saputo chdovuto a un fatto grave di cui si è parlato anche in TV.

Il workshop che ho seguito era: “Mobile advertising:ora si fa sul serio”.
Il seminario è stato condotto da Matteo Giovannelli, Resonsabile marketing di Dada Ad. .
Durante l’esposizione sono stati presentati dei casi bi mobile advertising di vari clienti Dada, sopratturro clienti top spender .
Si è parlato molto dei Database altamente profilati, non di proprietà, di cui Dada si avvale per il mobile marketing & advertising.

Grazie a questa profilazione di alto spessore, e lo stato di divulgazione ed utilizzo del telefono cellulare in Italia, è possibile adottare strategie di marketing di nuova generazione direttemente sul telefono cellulare.

Le soluzioni comprendono sia messaggi di testo SMS, sia video messaggi MMS.
Le creatività ben studiate per il target di riferimento, la geolocalizzazione del target e tutte le altre profilazioni ne fanno uno strumento molto potente per arrivare in modo semplice e veloce al proprio utente ideale.

Unica pecca, non esistono dati per misurare un ritorno da questo investimento, stavo giusto per porre una domanda al riguardo del roi , ma sono stato anticipato da un’altro utente riguardo allo stesso argomento, che credo si stessero ponendo la quasi totalità delle persone presenti.

La risposta è stata che circa l’ 85% dei messaggi pubblicitari viene aperto (gli altri non vengono aperti o non arrivano per errori di vario genere) , ma di questi non è possibile tracciare il successivo comportamento dell’utente non potendo così misurarne il roi.

Arrivati a questo punto posso indicare il perchè ho scelto questo workshop rispetto agli altri, anche se interessanti.

Partiamo dal presupposto che Internet è uno dei pochissimi mezzi che permette di misurare il Roi reale ed il solo che riesce a tener traccia di alcuni comportamenti ed azioni intraprese dall’utente. A volte ci troviamo nelle condizioni di dover dare uno stimolo in più ad una campagna promozionale, quando si utilizzano al massimo le risorse messe a disposizione per il web, un buon consulente di marketing deve fornire ai propri clienti altre campagne di valore aggiuntive come mobile  advertising, tv, radio, cartaceo, sponsorizzazioni, etc.

L’argomento è delicato e non vorrei essere mal compreso, in pratica ritengo che essere ottimi consulenti di web marketing significhi anche avere buone conoscenze di marketing non web e di leggi di mercato, in modo da fornire la conselenzainiziale ad un cliente che non riesce ad ottenere i risultati che aveva preventivato, per i motivi più svariati, da calcoli errati a fattori esterni…nel caso di un toru operator un evento naturale o un’atto terroristico, posso essere determianti per motli obbiettivi prefissati, e se i fattori iniziali cambiano è necessario per prima cosa identificare una nuova strategia web e se necessario individuare una prima strategia non web che poi l’utente eventualmente intraprenderà con una società specializzata.

Al giorno d’oggi il mobile marketing è sicuramente un valido strumento di advertising, che personalmente e molto chiaramente ritengo di valore inferiore rispetto al web , ma superiore per efficacia e rapporto qualità/prezzo rispetto ad altri media. 

 

 

Funzione define di Google e possibili attività Sem

Posted on Settembre 27th, 2006 in SEM strategies by Valerio Nieri

Volendo cercare su Google il significato di una parola , una delle possibili soluzioni logiche e criteri di ricerca è di scrivere “definizione + keyword”.

 

Se ad esempio cerchiamo su Google ”definizione Web Marketing” il rusultato sarà:

Definizione Google

In prima posizione è ben visibile ed evidenziato un primo link con a sinistra il simbolo di un vocabolario

Definizione nel contesto

Si tratta di una delle ultime funzionalità messe a disposizione da Google, descritte nell’apposita sezione Funzioni speciali di Google.

Il comando da utilizzare per usufruire della funzionalità è “define”, oppure “definizione” che Google associa automaticamente a “define” , suito dalla keyword di interesse.

Google in questo caso a messo a punto una parte del suo algoritmo di indicizzazione che verifica i siti con contenuti validi che ritiene che rientrino nelle categorie: vocabolario, dizionario, glossario o comunque siti particolarmente descrittivi e con buoni contenuti. Questa verifica dalle analisi svolte tiene conto in forma elementare anche se le voci vocabolario, dizionario, glossario sono presenti nel testo, meta tag e titolo della pagina, mentre meno importante risulta la URL.

Molto spesso capita che, se non vengono individuati siti idonei nelle primizzime posizioni compare Wikipedia. Data la validità dei contenuti e l’importanza del dominio potrebbe stare benissimo in prima posizione per molte definizioni, soporattutto dopo avere accertato la qualità dei siti che spesso si trovano davanti, che anche se di qualità non sono certamente all’altezza. Quindi la parte dell’algoritmo che interessa il “define” nel caso non siano presenti siti ritenuti validi, propone i risultati di Wikipedia.

Da qui è possibile fare 2 importanti riflessioni:

  1. E’ utile a fini Sem avere un glossario interno al sito
  2. E’ utile quando possibile essere presenti su Wikipedia

Spesso cerchiamo soluzioni per promuovere siti web e portali, ma molte tecniche valide non sono applicabili per tanti siti particolari o clienti particolari. Il glossario è una soluzione che comunque considero secondaria ed una “sfumatura” al grosso del lavoro, che però si rivela particolarmente valida per la quasi totalità dei siti web. Se il sito web rispetta le linee guidadei motori ed i contenuti del glossario sono buoni..sarà probabile comparire nella prima pagina al fianco dell’immagine del dizionario!
Se poi nelle sezioni interne del glossario, magari nel menù di sinistra inseriamo la descrizione dei servizi, il form di richiesta informazioni o attivazione dei servizi, favoriamo la conversion rate di una utenza profilata.

Essere presenti su Wikipedia, nel totale rispetto delle norme editoriali, può essere un passo avanti da molteplici punti di vista, in questo caso specifico perchè vengono proposti i risultati all’interno del contesto “define”, portando gli stessi vantaggi indicati sopra.

Al primo posto nelle serp di Google, oltre ad AdSense e link a siti legati a Google Maps (che meritano post ed approfondimenti dettagliati a parte..) troveremo spesso questa funzionalità.
Questi segni, se combinati con altri recenti fattori, fanno capire la direzione dei professionisti del web and serch engine marketing, sempre maggior ricerca e sviluppo per soluzioni Seo al passo con i tempi.

AAA Standard XML cercasi

Posted on Luglio 17th, 2006 in SEM strategies by Valerio Nieri

Non è stato realizzato uno standard per l’export XML per i comparatori prezzo e portali che dispongono di vetrine per i cataloghi prodotti.

Kelkoo, Pangora, Shopping Tiscali, Shopping Virgilio ( ormai divenuto Shopping Alice ), Paesi On Line, etc. etc…

Sono molte le realtà che permettono l’inserimento dei prodotti nel proprio catalogo con canoni periodici, CPC e svariate altre soluzioni.

Spesso, quasi sempre per dirla tutta, ci trovaimo a realizzare XML differenti, a volte simili tra loro ed a volte con campi replicati o non chiari. Quanto sarebbe sarebbe utile avere uno standard per l’export XML dei cataloghi prodotti? Questo permetterebbe agli operatori di risparmiare una notevole quantità di tempo, da dedicare all’ottimizzazione della campagna stessa, ed agli utenti a capire maggiormente i prodotti cercati.

 

 

Comunicati Stampa e Web Marketing

Posted on Luglio 5th, 2006 in SEM strategies by Valerio Nieri

Ormai non è più una novità, i comunicati stampa vengono utilizzati regolarmente da società sem per operazioni di web marketing.

Online sono presenti molte testate, free ed a pagamento, verticali e generiche, nazionali ed internazionali, che permettono la pubblicazione dei CS sui loro portali, e che generalmente vengono utilizzati anche da altri siti eportali che tramite feed RSS o altre soluzioni, ne ripropongono i contenuti.

Ma quali sono gli scopi pincipali di un Comunicato Stampa ottimizzato?

  1. Far conoscere e promuovere prodotti e servizi ad utenti per aumentare gli accessi dai siti più generici ed avere anche conversioni dai siti più verticali
  2. Co-Brand, molte testate importanti permettono più o meno volontariamente, di effettuare tale operazione
  3. Rafforzare la link popularity esterna, poichè molte di queste testate permettono l’inserimento di link (1, 5, a discrezione del redattore, ..)

E’ importante scrivere notizie con contenuti validi, ben strutturati ed ottimizzate, oltre per i contenuti per la parte in codice html ottimizzato nei link ed attributi vari.

Ricercare un rapporto diretto tra chi gestisce l’ufficio stampa e le varie testate è fondamentale per fare un salto di qualità, scambiarsi informazioni utili sull’ottimizzazione e divulgazione dei cs, e su le varie eventuali operazioni personalizzate.

Come tutte le cose è bene non abusare di tale strumento ma  consiglio vivamente di provare a chi non ne ha fatto ancora uso.

Per la loro natura informativa la quasi totalità delle testate non permetterà l’inserimento di codici di tracciamento dei vari strumenti di web analytics per poterne misurarne il ritorno; questo sarà aggirabile considerando i referer di provenienza. Un’occhio particolare deve essere rivolto alla conversion rate proveniente dalle testate verticali dove è stato pubblicato il vostro Comunicato Stampa.

Provare per credere! ;)